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Il Programma dell’Unione, una prima impressione February 11, 2006

Posted by leparolealvento in Attualità, Politica.
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Dopo diversi mesi di intenso lavoro, la Fabbrica del Programma ha finalmente consegnato nelle mani degli italiani il tanto atteso Programma dell’Unione. Si tratta di un documento PDF di ben 281 pagine che contiene sostanzialmente una lunga serie di affermazioni con le quali l’Unione prende una posizione ufficiale su praticamente tutti i temi politici di una qualche rilevanza, dalla familia alle nuove tecnologie passando per la lotta all’evasione e per il rilancio dell’economia.

Ci vorranno sicuramente alcuni giorni per leggere tutto il documento e per cominciare a parlarne seriamente. Tuttavia, è già possibile cogliere alcune impressioni importanti su alcuni argomenti particolarmente cari agli Internauti: le nuove tecnologie, i diritti digitali dei cittadini e la difesa dei consumatori.

La difesa dei consumatori

A pagine 73 del Programma c’è una prima presa di posizione sostanziale su questo problema. Ecco cosa dice il documento:

Un consumo tutelato

Proponiamo una riforma della legge quadro in materia dei diritti dei consumatori/utenti incentrando le politiche di tutela sulla trasparenza e al fine di attuare pienamente ogni normativa che garantisca sicurezza, informazione e tutela risarcitoria dei cittadini singoli ed associati.

Primo obiettivo deve essere la trasparenza, che si articola in:
- sicurezza dei prodotti e attivazione di regole circa il ciclo produttivo e la circolazione;
- informazione al consumatore perché sappia cosa acquista e a quali condizioni contrattuali ; una più severa normativa sull’etichettatura dei prodotti;
- vigilanza rispetto alla pubblicità ingannevole e/o seduttiva, persuasiva, occulta;
- controllo sulle condizioni generali di contratto, con particolare attenzione per le clausole vessatorie o ambigue;
- carta dei diritti dell’utente dei servizi pubblici, distinguendo tra i diritti dell’utente di servizi pubblici a carattere imprenditoriale e quelli dell’utente di servizi a carattere sociale. Per questi ultimi, quali sanità e istruzione, la tutela va collegata anche ad incisive politiche di perequazione sociale;
- diritto all’accesso ai dati e ai documenti amministrativi e contestuale protezione della privacy della persona.

Direi che si tratta decisamente di un buon punto di partenza, soprattutto nel momento in cui si introduce il concetto di utente di servizi a carattere sociale come soggetto diverso dal normale utente di servizi a carattere commerciale. Per quanto ci riguarda come Internauti, si può certamente dire che se questi propositi verranno mantenuti, sarà molto più difficile che si vengano a creare situazioni incresciose come quella del caso Sony/BMG.

Credo di poter interpretare queste parole anche come una implicita presa di posizione contro sistemi di tipo Trusted Computing e, forse, anche su certi tipi di sistemi DRM. Il Trusted Computing è chiaramente in conflitto con i principi esposti dal Programma dell’Unione almeno nei seguenti punti.

  1. L’utente non è chiaramente informato delle caratteristiche del Trusted Computing e si può dire, senza timore di smentita, che in questo momento acquista qualcosa di cui ignora la vera natura.
  2. In alcuni casi, il Trusted Computing viene proposto all’utente come una tecnologia che lo può difendere da virus ed hacker, cosa che, almeno in questo momento, non è del tutto vera. Si profila quindi il caso di pubblicità ingannevole.
  3. Il Trusted Computing, come molti sistemi DRM, introduce di fatto delle clausole vessatorie nel contratto. Ci sono gli estremi per un intervento degli organi di vigilanza.
  4. In alcune situazioni, il Trusted Computing ed altre tecnologie (RFID, ad esempio), possono rappresentare una violazione della privacy. Ci sono gli estremi per un intervento.

Il Trusted Computing non è il solo (ma di certo è il più evidente) caso di conflitto tra i principi enunciati nel programma e la realtà che viviamo ogni giorno. Tecnologie come gli RFID ed i DRM potrebbero rientrare, in alcuni casi, in questa casistica. Anche certi comportamenti commerciali tipici delle aziende di telecomunicazione, potrebbero rientrare in questa casistica.

Internet

Il Programma dell’Unione dedica addirittura un intero capitolo ad internet ed ai nuovi media. Riporto qui di seguito il testo originale. Il testo in corsivo è quello che mi sembra degno di maggiore attenzione.

I nuovi media e l’innovazione

Poichè il ruolo di questo comparto è cruciale per promuovere e diffondere l’innovazione, la politica di sviluppo che l’Unione adotterà per la comunicazione e la multimedialità avrà un effetto moltiplicatore sull’insieme dell’economia nazionale. Attueremo politiche volte a favorire la nascita di un’industria multimediale e audiovisiva in grado di competere sui mercati globali. I punti di forza da cui partire saranno il cinema italiano e la produzione audiovisiva in generale. Sosterremo l’innovazione tecnologica con politiche che non discrimino tra le diverse tecnologie, indirizzandosi soprattutto allo sviluppo della ricerca, alla formazione, alla nascita di nuove imprese, alla creazione di reti e
distretti.
Per raggiungere questi obiettivi dovremo gestire con trasparenza
le risorse finanziarie, non disperdendole come oggi avviene, ma utilizzandole in una politica coerente ed unitaria.
Rafforzeremo i poteri di intervento e sanzione affidati all’Authority indipendente, anche al fine di promuovere maggiore concorrenza.
Ribadiremo la natura aperta di Internet, garantendo la libertà di accesso e di espressione, evitando forme indiscriminate di controllo. Riteniamo infatti prioritario promuovere la capacità di utilizzare gli strumenti in rete: tale capacità è oggi parte integrante della cittadinanza.
Ci impegneremo attraverso iniziative specifiche per la diffusione dei collegamenti a banda larga e di quelli senza fili.
Difenderemo inoltre la libertà di Internet anche a livello internazionale, a fronte di un crescente ricorso a forme di censura e controllo autoritario.
Per rendere libero lo spazio informativo dobbiamo garantire pluralità e libertà, ma anche:
- tutela della privacy;
- tutela dei minori e delle fasce deboli;
- moltiplicazione delle possibilità di accesso dei cittadini;
- promozione delle nuove tecnologie per la partecipazione politica, sociale e culturale;
- promozione della produzione e diffusione di contenuti provenienti da soggetti indipendenti;
- garanzia dell’accesso e produzione di informazione anche da parte dei diversamente abili;
- elaborazione di nuove forme di tutela della proprietà intellettuale, specialmente nel digitale, conciliando i diritti di autori ed editori con l’interesse comune alla massima diffusione della cultura e delle idee;
- revisione dei criteri di attribuzione e certezza delle risorse per il sostegno all’editoria non profit e cooperativa;
- riconoscimento del valore sociale dell’accesso aperto a contenuti, strumenti e canali informativi, in particolare nel campo della ricerca scientifica;
- valorizzazione e incentivazione delle licenze non commerciali, del software open source e degli standard aperti;
- riconoscimento e valorizzazione delle professionalità legate ai new media;
- attenzione per la conservazione, l’accessibilità e la disponibilità nel tempo del nostro patrimonio informativo.
Dobbiamo sostenere quindi l’innovazione e la qualità. Per questo avranno un ruolo importante le biblioteche e le multimediateche, non solo come deposito di conoscenze ma come strumento attivo di accesso e produzione di contenuti.
Dobbiamo valorizzare tale sistema, specialmente nel Sud del Paese, per aiutare a colmare gli svantaggi nell’alfabetizzazione informativa.
I soggetti pubblici devono avere un ruolo attivo di servizio e di garanzia. Il servizio pubblico è oggi importante per la promozione dell’accesso e della partecipazione, per la tutela dei diritti, per la produzione ed incentivazione dei contenuti di qualità, per una formazione permanente, per la comunicazione pubblica e di pubblica utilità, per la valorizzazione delle autonomie ed identità culturali
e linguistiche locali, nazionale ed europea.

Su questi punti, mi posso dichiarare più che soddisfatto. Mi sembra evidente che c’è stata una certa analisi della situazione attuale e che sono stati compresi alcuni punti fondamentali. Le dichiarazioni di intenti che ne seguono sono chiare ed impegnative.

Apprezzo particolarmente le dichiarazioni che riguardano la lotta ai tentativi di controllare e censurare la rete. Apprezzo anche le dichiarazioni che riguardano la concorrenza tra le telco. Il punto di maggiore interesse mi sembra essere l’idea di sviluppare una industria del multimedia in Italia. Francamente non credo che si riuscirà ad ottenere dei risultati di reale interesse industriale in questo settore ma il proposito, in sè, resta ammirevole.

In conclusione, direi che il Programma dell’Unione non ha deluso come molti (comprensibilmente) temevano, almeno riguardo a questi punti. Queste dichiarazioni di intenti, messe nero su bianco da tutti i responsabili politici del centrosinistra, ci autorizzano ad alimentare delle forti aspettative nei confronti di un eventuale Governo Prodi.