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Questa democrazia non basta February 16, 2006

Posted by leparolealvento in Politica.
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La democrazia si basa sui due seguenti assiomi.

  1. Che chi arriva a governare un paese non tenti di scardinare il sistema ed imporre una dittatura.
  2. Che chi arriva a governare un paese sia intenzionato a governare a nome di tutti i cittadini, anche delle più esigue minoranze. In altri termini, che queste persone facciano il bene del paese, non il bene di una fazione.

Questi due assiomi sono stati violati molte volte nel corso della storia. Ad esempio, sia Benito Mussolini che Adolf Hitler sono stati eletti democraticamente da quegli stessi popoli che, pochi anni dopo, avrebbero sottoposto ad una spietata dittatura e trascinato in una guerra sanguinosa.

Dovrebbe bastare questo a farci dire “questa democrazia non basta”. Più esattamente, la democrazia come la conosciamo in occidente, non dispone di un meccanismo di sicurezza efficace che impedisca queste degenerazioni.

In Italia, il compito di salvaguardare la democrazia da derive autoritarie e da abusi faziosi è delegato alla Corte Costituzionale ed al Presidente della Repubblica. Come si è potuto vedere in varie occasioni, questi due organi istituzionali hanno dei poteri molto limitati e, di fatto, non possono opporsi in modo efficace all’azione di una maggioranza veramente determinata a perseguire i suoi scopi. Basti dire che il Presidente della Repubblica non può imporre una seconda volta il suo veto sulle leggi emesse dal Parlamento.

Di fronte ad una maggioranza veramente determinata a piegare le leggi della democrazia ai propri scopi, nemmeno gli organi di controllo internazionali possono intervenire in modo efficace a causa della natura “interna” del problema. Trattandosi di stati sovrani, nessun organo internazionale può andare a dettare legge sul loro funzionamento interno. La Comunità Europea e l’ONU hanno mostrato più volte i loro limiti su questo punto. D’altra parte, nemmeno quella minoranza di cittadini che vedono avvicinarsi il pericolo possono intervenire in modo efficace, proprio perchè in condizioni di minoranza.

Si tratta, palesemente, di un serio punto debole delle nostre democrazie e di un serio pericolo per la stabilità interna di molti paesi. Ma cosa si può fare?

In realtà, a questa domanda era già stata data una risposta efficace 3500 anni fa: è necessario istituire degli organi di controllo in grado di intervenire efficacemente sulla vita politica del paese, fino al punto di poter sciogliere, all’occorrenza, gli organi legislativi (in Italia, le Camere) e di mandare a casa il Governo in carica. Questo era il ruolo del Senato in molte antiche forme di governo: un comitato di saggi, eletti democraticamente ma su basi molto più elitarie del normale parlamento, posto a guardia delle istituzioni.

Al giorno d’oggi, si potrebbe pensare, ad esempio, ad un comitato di qualche decina di persone elette dai soli elettori più anziani e più colti e scelti tra qualche centinaio di canditati anziani, adeguatamente colti, preparati e largamente riconosciuti come super partes. Per garantire il massimo di imparzialità ed il massimo di autorevolezza, si potrebbe anche pensare di coinvolgere nel meccanismo gli organi di controllo internazionali, come l’ONU o la EU. Insomma, si tratta di dare vita ad un vero organo di garanzia dotato di tutta l’autorevolezza ed il potere necessari.

Personalmente, credo che sia tempo di cominciare a pensare seriamente ad una soluzione di questo tipo, sia in Italia che in molte altre democrazie.

Comments»

1. Athos - February 16, 2006

Praticamente o vuoi creare due classi sociali , gli idioti e i geni, oppure ritorni alle nostre due camere.L’ONU è già in certo qual modo incaricato a vigilare affinche le operazioni di voto si svolgano liberamente. Non vedo quindi grosse novità nella tua proposta. Per essere eletti alla camera o al senato devi avere una certa età e una dovrebbe correggere gli errori dell’altra. In teoria per mettere mano alle regole basilari della nostra repubblica ci dovrebbero essere maggioranze qualificate (2/3 degli eletti). No, credo che la nostra democrazia sia il meno peggio dei meccanismi di governo. Il problema è che ci siamo dimenticati che lo Stato siamo noi e chi ci governa lo dovrebbe fare nel nostro interesse. Davvero non ho mai capito perchè chi è condannato penalmente non può concorrere ad occupare posti (di lavoro) pubblici ma può essere eletto in parlamento, già sarebbe buona cosa che si legiferasse in modo da impedire a chiunque abbia commesso reati di presentarsi per essere eletto. Altra cosa fondamentale è far si che chi viene eletto sia scelto liberamente fra i cittadini e non come adesso che ti ritrovi in parlamento rappresentanti esclusivamente indicati dai partiti (partitocrazia). La democrazia, come concetto diffuso e non come definizione (non ne ha) penso sia il governo della maggioranza fatta salva la possibilità di diventare minoranza qualora i cittadini lo decidessero. Così come stiamo incamminandoci arriveremo solo a delegare ad altri il nostro futuro senza nessuna responsabilità diretta, cosa fondamentale per la democrazia.

2. Alessandro Pagano Blog » Archivio Blog » Questa democrazia non basta: riflessioni… - February 16, 2006
3. Guido Trotter - February 17, 2006

L’idea è bella… ma si appresta purtroppo a strumentalizzazioni e usi poco ortodossi! E se la maggioranza riuscisse a prendere il controllo anche di tale organo? E se lo screditasse agli occhi dell’opinione pubblica dipingendolo come un organo controllato dall’opposizione? (In fondo lo fa già con la magistratura, cosa gli costa farlo con un organo in +?)

4. rosa - February 17, 2006

“si potrebbe pensare, ad esempio, ad un comitato di qualche decina di persone elette dai soli elettori più anziani e più colti”

condivido, sostanzialmente, la preoccupazione esposta per quella che potremmo chiamare dittatura della maggioranza.
Ne abbiamo, purtroppo, sotto gli occhi il risultato.
Ma attenzione a derive di carattere eccessivamente elitario.
Cosa intendiamo parlando di “elettori più colti”?
Come li valutiamo?
E dove va a finire il voto personale ed uguale, libero e segreto?
Spesso ho pensato che, come esiste una patente per guidare un’autovettura, dovrebbe esserci una sorta di certificato che abilita al voto. Ma ciò contrasta con il concetto di eguaglianza sostanziale e non sembra attuabile.
Bisognerebbe pensare a qualcosa di diverso.
Riflettiamo.

5. orcoz - February 17, 2006

?
direi che si porrebbe un bel problema di rappresentatività, cioè a quel punto possiamo smettere di usare la parola democrazia…
riguardo poi a più anziani, mi verrebbe da dire che molti dei nostri problemi siano causati proprio dal fatto che nei posti di potere ci sono solo loro!
direi che il problema non sta tanto nel fatto di essere o non essere minoritari da un punto di vista numerico (spesso la “maggioranza” se sbatte altamente di tutto quello che succede), ma piuttosto sta nell’avere mezzi efficaci per far valere le proprie posizioni.