Schizofrenia Americana February 20, 2006
Posted by leparolealvento in Politica.trackback
Gli anglosassoni sono tradizionalmente un po’ schizofrenici in politica. La dottrina imperialista che il Governo inglese di Benjamin Disraeli ha creato nell’800 prevedeva esplicitamente il massimo rispetto dell’individuo e dei suoi diritti civili all’interno dei confini nazionali (inglesi e/o americani) mentre si autorizzavano l’esercito ed i servizi segreti ad agire letteralmente con qualunque mezzo all’estero per garantire l’estensione ed il controllo delle aree di influenza politica ed economica. Insomma: due metri e due misure, uno per i Cittadini dell’Impero e l’altro per gli “altri”, chiunque essi fossero. Questa visione schizofrenica della vita politica è stata ampiamente sostenuta e teorizzata da personaggi di primo piano della storia anglo/americana recente come Winston Churchill, Margareth Thatcher, George W. Bush e persino il labourista Blair. Vedi Imperialismo a Wikipedia o, nelle loro stesse parole, Imperialism nella Wikipedia anglo/americana.
Ultimamente, però, il Governo USA di George W. Bush ha raggiunto dei livelli di schizofrenia che francamente farebbero ridere se non affliggessero il più potente e guerrafondaio dei governi. Nel giro di alcuni giorni il Governo Bush è riuscito a rinfacciare alla dirigenza di Google i seguenti due misfatti.
- Avere rispettato le leggi Cinesi sulla censura e sull’operato degli ISP che impongono, tra l’altro, di filtrare i contenuti e di fornire alla Polizia cinese le informazioni sull’operato degli Internauti.
- Non avere obbedito alle leggi Americane che impongono, tra l’altro di filtrare i contenuti e di fornire all’ FBI, alla NSA ed alla CIA le informazioni sull’operato degli Internauti.
Insomma, il messaggio è molto chiaro: le leggi vanno rispettate, ma solo le nostre. Questo vale anche quando si opera all’estero. Ancora una volta, due metri e due misure, a seconda che le leggi da rispettare siano quelle USA o quelle di altri (sul loro territorio).
L’atteggiamento del governo di estrema destra di Bush nei confronti della censura cinese, pur condivisibile nel merito, è una evidente conseguenza di questa mentalità imperialista che ancora affligge gli anglosassoni. Questa stessa mentalità è all’origine anche della insistenza con cui i lobbysti americani insidiano i parlamentari europei nel tentativo di far approvare una legislazione sui brevetti software europea che ricalchi fedelmente quella americana (già riconosciuta in grave difetto di legalità persino dai loro stessi tribunali). Diffondere le leggi e la mentalità USA nel resto del mondo per ottenerne il controllo. Cancellare il Diritto altrui per imporre il proprio. Imperialismo allo stato puro.
La questione dei brevetti è tanto più risibile se si pensa a come erano concepiti i brevetti (non solo software) americani fino a metà del ‘900: erano considerato “innovativo” e quindi “brevettabile” qualunque prodotto o processo non ancora introdotto sul mercato americano. Come dire che la prima persona che avesse introdotto sul mercato americano la Pizza Margherita avrebbe potuto brevettarla. Se questa legge non fosse stata cambiata negli anni ‘50, e se i lobbisti USA avessero al meglio sui nostri poveri parlamentari indifesi (barca da pagare, amante costosa, etc.), si sarebbe potuti arrivare al paradosso che il brevetto USA sulla pizza avrebbe potuto essere fatto valere in Italia contro i nostri pizzaioli!
Insomma: è ora di ragionare seriamente attorno a questo modo di operare. O siamo tutti figli dello stesso papà, e trattiamo seriamente intorno ad un tavolo, partendo da una base di diritti riconosciuti e comuni a tutti, o prima o poi si sarà costretti a venire alle mani. In questo secondo caso, spero che Bush III, cioè quello che succederà a George W. Bush nella dinastia imperiale americana, si renda conto per tempo che da questa parte della Manica non c’è l’Afghanistan. Qui ci sono 7 od 8 dei paesi più industrializzati del mondo, alcuni dei quali in possesso di armi atomiche. Una eventuale crisi sui brevetti non si risolverebbe nella solita passeggiata in cui gli avversari si arrendono alle troupe della CNN.
Se non ci decidiamo ad archiviare in fretta questa mentalità ipocrita, aggressiva ed arrogante, eredità di un mondo ormai estinto da secoli, rischiamo tutti quanti di pagarne, prima o poi, uno scotto molto elevato. Il padre dell’imperialismo, Benjamin Disraeli è morto a Londra il 19 Aprile del 1881. Quando morirà la sua dottrina?