La nuova legge sulla legittima difesa February 21, 2006
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Da quando è stata approvata, il 24 Gennaio del 2006, la “riforma” della Legittima Difesa ha già prodotto almeno due morti ed almeno due imputazioni per omicidio volontario. Credo che sia il caso di parlarne prima che diventi una epidemia.
Ecco che cosa dice veramente la nuova legge:
Art. 1.
(Diritto all’autotutela in un privato domicilio)
1. All’articolo 52 del codice penale sono aggiunti i seguenti commi:
“Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:
a) la propria o altrui incolumità;
b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.
La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale”.
(da CittadinoLex di Kataweb/Repubblica)
Anche senza avere una laurea in giurisprudenza, sono subito evidenti alcuni aspetti importanti:
- Non si tratta di una nuova legge. Si tratta soltanto di una modifica molto, molto marginale della legge esistente. Questa “epocale riforma” stabilisce semplicemente che viene presupposta (cioè non deve più essere dimostrata) la proporzionalità tra offesa e difesa se si viene aggrediti (ripeto: aggrediti, non soltanto importunati) all’interno del proprio domicilio (casa e domicilio professionale).
- Viene riconosciuto il diritto di usare la forza esclusivamente per difendere la propria persona, le persone presenti ed i beni da una aggressione evidente. Non viene assolutamente riconosciuto il diritto di sparare liberamente a qualcuno che viene semplicemente colto sul proprio territorio (casa, terreni, uffici, azienda, etc.). In altri termini, non è sufficiente la violazione del domicilio a giustificare la risposta armata.
Avrebbero dovuto essere sufficienti questi due punti per chiarire che non è stata assolutamente aperta la caccia al malvivente (meglio se slavo o “terrone”). Ammazzare qualcuno è ancora un reato gravissimo in Italia. Purtroppo, non è stato così: molta gente ha recepito questa falsissima novità come una vera e propria autorizzazione ad accopare sul posto chiunque venga colto nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Allora, cerchiamo di capire cosa si può fare e cosa non si può fare in base a questa “nuova” legge.
Cosa si può fare
- Si può usare un’arma per difendersi da una aggressione evidente che metta in pericolo la propria persona, ed esclusivamente la propria persona (non i propri beni) , dovunque, anche in strada. Questo è sempre stato vero, in Italia ed in tutto il mondo, sin dai tempi di Alessandro Magno.
- Si può usare un’arma dovunque per difendere un’altra persona da una aggressione che ne metta in pericolo la vita o la salute (cioè per impedire un crimine penale). Anche questo è sempre stato vero, molto prima che Dussin venisse al mondo ed anche in posti che forse la mente di Dussin non riconosce nemmeno come appartenenti al Pianeta Terra. Naturalmente, sta al tiratore valutare chi sia la vittima e chi l’aggressore. Se un tiratore occasionale, preso dall’entusiasmo, spara ad un poliziotto in borghese che cercava di ammanettare un ladro, sono poi “volatili” suoi andarlo a spiegare al Giudice.
- Si può usare un’arma per difendere i propri beni da una aggressione evidente all’interno del proprio domicilio. Questa è l’unica novità introdotta dalla riforma e, lo ammetterete, non è proprio caratterizzata da un alto senso di civiltà e di rispetto per la vita umana.
Cosa NON si può fare
- Non si può sparare alla schiena a nessuno, nemmeno al peggiore dei malfattori. Se sta scappando bisogna lasciarlo andare. Questo vale ora e qui, come sempre e come dovunque. Se sparate a qualcuno nella schiena è omicidio volontario in ogni caso.
- Non si può inseguire il ladro od il rapinatore in strada e sparargli mentre scappa, per i motivi appena spiegati. Anche se lo mancate è “spari in luogo pubblico” e vi beccate qualche mese di (giustissima) galera.
- Non si può sparare a qualcuno che cerca di rubarvi l’auto. Si trova sulla pubblica via e non sta minacciando la vostra persona o quella di qualcun’altro. Sarebbe omicidio volontario.
- Non si può sparare mai a nessuno ed in nessun caso con un’arma che non sia stata regolarmente acquistata e denunciata. diversamente, se avete la sfortuna di beccarlo, è omicidio volontario (non semplice detenzione illegale di arma).
Per concludere, fatemi dire che in Italia, come dovunque nel mondo (persino nel pacificissimo Himalaya dei Buddisti) è sempre stato riconosciuto a chiunque il diritto di difendere in tutti i modi possibili la propria incolumità e quella dei propri cari da una aggressione evidente. Questa “epocale riforma” non era assolutamente necessaria.
In Italia, come dovunque nel mondo (Tranne che in Giappone) è sempre stato legittimo acquistare un’arma e detenerla per difendere la propria abitazione ed il proprio domicilio professionale (studio, negozio, etc.). Non c’era nessunissimo bisogno di questa “riforma epocale” per avere questo diritto (che, infatti, questa riforma nemmeno cita).
In Italia, come dovunque nel mondo (Tranne che in Giappone) è sempre stato legittimo acquistare e portare sulla propria persona un’arma pronta all’uso, a certe condizioni. Non c’era nessunissimo bisogno di questa “riforma epocale” per avere questo diritto (che, infatti, questa riforma nemmeno cita).
In nessun paese del mondo, nemmeno in USA e nemmeno in Texas, si può sparare impunemente alla schiena di un ladro in fuga.
In nessun paese del mondo, nemmeno in USA e nemmeno in Texas, si portare sulla propria persona un’arma senza il necessario CCW (“Concealed Carry of Weapon Permit”). L’Italia non è mai stato un paese “proibizionista” più di quanto lo sia stato il Texas.
Speriamo che quanto ho appena detto riesca a raggiungere due scopi: ridurre il numero di morti ammazzati e ridurre il numero di cazzate che mi tocca sentir dire su questo delicato argomento.
Se non siete convinti di quanto ho appena detto, visitate CittadinoLex o uno dei molti altri siti italiani dedicati al Diritto.