Sant’Imprenditore March 12, 2006
Posted by leparolealvento in Politica.trackback
Secondo alcune indiscrezioni, difficilmente verificabili, Sua Santità il Papa, Benedetto XVI, sarebbe in procinto di proclamare un nuovo santo, Sant’Imprenditore. Sempre secondo queste indiscrezioni, la pratica di santificazione sarebbe stata avviata alcuni anni fa dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, su preciso ordine del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Nelle parole dello stesso Gianni Letta: “Con questa iniziativa intendiamo dimostrare il nostro rispetto e la nostra riconoscenza per questa figura fondamentale della nostra cultura e della nostra realtà sociale ed economica. L’Imprenditore è una figura al di sopra delle parti, al di sopra del bene e del male, qualcosa di sacro verso il quale anche i più riottosi ed ingrati dovrebbero mostrare tutto il loro rispetto e la loro sottomissione. L’Imprenditore è una figura paterna che tutto sa, tutto vede e tutto perdona. L’imprenditore provvede alle nostre necessità ancora prima che esse vengano espresse. E’ per noi un padre, anzi: IL padre. E’ grazie all’Imprenditore se l’Occidente si è ormai staccato dalle paludi della fame, della disperazione, della miseria e naviga sicuro verso il sole splendente dell’Eterno Benessere. E’ grazie all’Imprenditore se ora possiamo guardare fiduciosi al futuro e possiamo seriamente valutare progetti ambiziosi come spedire l’uomo su Marte o persino vincere la coppa UEFA.”
Com’era facilmente prevedibile, questa iniziativa ha suscitato un coro di proteste da parte delle opposizioni. Secondo Francesco Rutelli, leader della Margherita ed ex-esponente di primo piano dei Verdi, si tende a sottovalutare l’impatto devastante dell’Imprenditore nello sfruttamento delle risorse del pianeta e nell’inquinamento. Rutelli spiega la sua posizione con alcuni esempi: “Quando gli imprenditori europei sono arrivati in Nuova Zelanda si sono limitati a tagliare ogni albero di cui fosse possibile rivendere il legno fin quasi a deforestarla completamente. Nel caso delle Isole del Capo Verde, al largo delle coste africane, questo processo di deforestazione è stato spinto fino al suo limite a causa della attività di estrazione e di fusione dei metalli che sono state portate avanti in quei luoghi dagli imprenditori europei per circa un secolo. Ora queste isole sono dei veri deserti, esposti alle sabbie del Sahara che arrivano fino ad esse trasportate dal vento, e sono inquinate dai metalli pesanti lasciati dietro di sè dalle attività minerarie. L’Imprenditore si impadronisce con ogni mezzo delle risorse che appartengono alla comunità e lascia dietro di sè un cumulo di scorie pericolose. Dovremmo ricordarci della lezione di Rapa Nui.”
Fausto Bertinotti, di Rifondazione Comunista, solleva invece un problema storico: “La vera forza motrice dello sviluppo come noi lo conosciamo è stata la manodopera di milioni di lavoratori che sono stati sfruttati per generazioni nell’abisso delle miniere, nell’inferno infuocato delle industrie siderurgiche e che vengono sfruttati ora in quei luoghi di mercificazione della dignità personale che sono i call-center ed i laboratori di maglieria.”
Più o meno della stessa opinione Marco Rizzo, dei Comunisti Italiani: “Il benessere di cui una parte dell’occidente può godere oggi è il frutto del sudore e del sangue versato da altri popoli, tra cui quelli africani, quelli asiatici e quelli del sudamerica. La concorrenza cinese e indiana sta ora rendendo evidente come il prossimo sangue e le prossime lacrime che sarà necessario versare per garantire il benessere di quell’1% della popolazione a cui ci illudiamo di appartenere potrebbe essere il nostro. Sto parlando del sangue e delle lacrime dei lavoratori dipendenti italiani, che vedono i propri diritti e le proprie sicurezze venir erose giorno dopo giorno dalla eterna corsa verso la “produttività”, ma sto parlando anche del sangue e delle lacrime dei lavoratori autonomi e dei piccoli imprenditori italiani che si trovano già adesso schiacciati tra la concorrenza dei paesi emergenti e le assurde politiche neo-liberiste della Comunità Europea e del WTO.”
A queste accuse risponde a nome di tutta la Casa delle Libertà l’Onorevole Sandro Bondi: “Questa gente non ha mai concluso niente nella propria vita. Cosa volete che ce ne freghi della loro opinione? Che parlino dopo aver messo in piedi 3 televisioni dal nulla!”
Una posizione persino più estrema viene dichiarata dal portavoce di Forza Italia, Dott.ssa Elisabetta Gardini: “Il mondo è diviso in due. Da un lato i vincenti, come noi, e dall’altra i perdenti, come loro. Come può vedere, noi siamo belli, intelligenti, laureati, ricchi e ben vestiti. loro… lo vede da sè cosa sono… Come possiamo discutere con gente del genere?”
A queste accuse sembra voler rispondere l’Onorevole Di Pietro, dell’Italia dei Valori: “Praticamente tutte le grandi iniziative imprenditoriali italiane sono finite in uno scandalo clamoroso ed hanno lasciato sul lastrico migliaia di familie. Basti pensare a Parmalat, a Giacomelli, a Cirio ed ai molti altri scandali degli ultimi 10 anni. Come qualunque cittadino può facilmente verificare dai giornali, non passa giorno senza che qualche azione della polizia riveli delle pericolose collusioni tra mafia, ‘ndrangheta, camorra e imprenditoria. Questo non dovrebbe sorprendere. Il limite tra imprenditoria e criminalità organizzata è in realtà abbastanza sottile e tende a diventare sempre più sottile mano a mano che si indeboliscono i controlli. L’imprenditore è semplicemente una persona impegnata a fare soldi. Raramente è la persona di alta statura morale e di elevate qualitè umane che noi tutti vorremmo che fosse. Molto più spesso è semplicemente un avventuriero che non si fa scrupoli di integrare il suo fatturato abituale con mezzi poco leciti se solo ha l’impressione di poterla passare liscia.”
Romano Prodi, leader dell’Unione, sembra voler gettare acqua sul fuoco: “L’Imprenditore è una figura fondamentale della nostra vita sociale ed economica. Possiamo dire senza tema di smentita che è la forza motrice della nostra economia. Tuttavia, è anche una persona e come tale è esposta a tentazioni ed errori che, a causa delle somme in gioco, possono avere effetti devastanti sulla società in cui vive e sugli individui che ruotano attorno ad esso. Per questo motivo, non può essere nè glorificato nè criminalizzato. Devono essere fornite agli imprenditori, a tutti gli imprenditori, le condizioni per poter lavorare e devono essere messi in atto i controlli necessari a garantire che essi non agiscano contro l’interesse della comunità.”
Queste parole hanno però provocato la reazione indignata del Presidente del Consiglio, Onorevole Silvio Berlusconi: “Comunità!? Ecco, vede? I soliti comunisti! Io non so più come fare con questa gente… Sanno solo insultare e deridere… Non succede mai che riconoscano quello che si fa per loro con un po’ di gratitudine… E dire che io sarei lieto di far accomodare Romano qui sul divano, di fianco a me, mentre guardiamo una delle mie televisioni. Lo farei giocare sul tappeto, gli darei i bocconcini a base di fegato che gli piacciono tanto e lo porterei a fare i suoi bisognini due volte al giorno. Che bisogno c’è di essere così aggressivi ed ingrati?”
A chi cerca di fargli notare che esiste un problema di pari opportunità e di pari diritti tra imprenditori, prima ancora che tra cittadini, l’Onorevole Berlsuconi risponde incredulo:
- “Beh, si ma certo… Dov’è il problema? Tanti soldi, tanti diritti. Se hai, diciamo, 30 milioni di euro, hai diritto ad un certo trattamento. Se ne hai solo 300.000, hai diritto ad un altro trattamento. Come in albergo, no?”
- “Anche di fronte alla Giustizia, Onorevole?”
- “Beh, si, certo. La Giustizia non consiste forse in questo? E’ un semplice fatto di custmer care: più paghi, migliore è il servizio.”
- “Non pensa che gli altri imprenditori la possano pensare diversamente?”
- “Quali altri imprenditori? Sono io l’imprenditoria. Non ci sono altri imprenditori.”
- “Ma, Luca Cordero di Montezemolo…”
- “Chi?”
- “Luca Cordero di Montezemolo, il Presidente della Confindustria, il presidente di FIAT…”
- “Ah, quel figlio degenere, quel capellone… che tristezza… Si, ma guardi, io lo perdono. Non provo astio nei suoi confronti. Io perdono sempre tutti, sa. Basta che si pentano e che tornino all’ovile.”
- “Come nella parabola del figliol prodigo…”
- “Certo! Io perdono sempre tutti. E ammazzo per loro il vitello grasso.”
Secondo il Portavoce Vaticano, Joaquin Navarro Valls, per il nuovo Santo potrebbe essere scelta la ricorrenza del 30 Luglio, data di nascita di Henry Ford, fondatore della Ford auto e pionere dell’industra, morto nel 1947.
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