Pistole e microprocessori: la neutralità della tecnologia February 17, 2006
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Non sono in molti a saperlo ma provengo da una familia di armaioli. I miei nonni hanno avuto un armeria (intesa come laboratorio per la produzione di armi da caccia, non come semplice rivendita sali/tabacchi/cartucce) per circa mezzo secolo. Sono cresciuto tra pistole e fucili così come altri sono cresciuti con il pallone sulla punta delle scarpette.
Di conseguenza, è tutta la vita che mi trovo a discutere il tema della neutralità della scienza e della tecnologia. Questo tema può essere espresso in uno dei due modi seguenti.
- Non sono le pistole ad uccidere ma le persone che le impugnano.
- Si può uccidere anche a mani nude. Con una pistola è soltanto più facile.
Recentemente, mi è successo di sentire le stesse argomentazioni a proposito del Trusted Computing. In modo molto, molto simile a quello che avviene tradizionalmente per le pistole (e per le armi in genere), il Trusted Computing viene liberato da ogni implicazione morale con una delle due affermazioni seguenti.
- Non è il Trusted Computing in sè che è cattivo, sono le applicazioni che ne possono fare le aziende ed i governi ad esserlo.
- Quasi tutto quello che si può fare con il Trusted Computing si può fare anche senza. Con il TC è solo più “robusto” e più “affidabile”.
Il solo fatto che, per giustificarne l’esistenza, si adoperino nei confronti del TC le stesse motivazioni che vengono tradizionalmente usate per le armi da fuoco, dovrebbe far riflettere. Se un microchip deve essere trattato come un’arma, c’è sicuramente da prepoccuparsi.
Comunque, a questo punto si possono muovere al Trusted Computing le stesse contestazioni che si usano tradizionalmente contro le armi da fuoco. Eccole qui di seguito.
Neutralità funzionale e neutralità morale
Diventa molto difficile sostenere la neutralità morale di una tecnologia che non sia neutrale anche sul piano funzionale. Mi spiego: voi potete raccogliere dal greto di un fiume un grosso sasso e farne quasi quello che volete. Potete usarlo come martello per piantare i picchetti della tenda, potete usarlo come fermacarte in ufficio dopo averlo dipinto o potete usarlo per fracassare il cranio di un vostro avversario. La scelta sta a voi: il sasso non è stato progettato con nessuno scopo particolare in mente, anzi: non è stato progettato affatto. Per questo motivo, il sasso non si presta in modo particolare a nessun impiego e non ne suggerisce nessun’altro. Si tratta effettivamente di un oggetto quasi neutrale. Dico “quasi” perchè persino il sasso ispira certi usi piuttosto che altri. Non credo che vi verrebbe mai in mente di usarlo al posto della forchetta per mangiare gli spaghetti.
Ora provate a fare le stesse cose con una pistola. Vi renderete conto molto presto che la pistola, come oggetto, subisce le conseguenze della progettazione di cui è stata il prodotto. Favorisce certi impieghi (sparare ad un nemico) e ne disincentiva in modo chiaro deli altri (usarla come fermacarte o come martello).
Un oggetto che sia stato progettato dall’uomo, e che quindi sia stato progettato per uno scopo preciso, non è mai “funzionalmente neutrale” e quindi difficilmente potrà essere “moralmente neutro”. Funzione e responsabilità morale vanno quasi sempre di pari passo.
Francamente, mi è molto difficile pensare a degli usi “positivi” di una tecnologia che tratta esplicitamente il suo utente e l’intera società come un nemico.
Facilitazione
Il fatto di alzare od abbassare l’asticella, influisce molto sui processi che riguardano gli esseri umani. Ad esempio, se per riavere indietro i 5 euro che Telecom vi ha addebitato per sbaglio, voi dovete ricorrere ad un avvocato e passare attraverso un processo, quasi certamente lascerete perdere. Se basta sgridare l’operatore del call center al telefono, quasi certamente lo farete.
Per questo non è la stessa cosa ammazzare qualcuno a mani nude od ammazzarlo a revolverate. Per lo stesso motivo, non è la stessa cosa avere un mondo in cui le armi sono difficilmente reperibili (l’Italia e l’Europa) oppure averne uno in cui si comprano al supermercato (USA).
Per lo stesso motivo, non è la stessa cosa vivere in un mondo in cui le aziende ed i governi devono fare molta fatica per controllare efficacemente i cittadini e per far fare loro ciò che vogliono (il mondo pre-TC) oppure avere un mondo in cui basta spingere un tasto per farlo (il mondo TC).
Rischio e Controllo
Ma la contestazione più forte viene da una semplice constatazione: ogni volta che una tecnologia presenta un rischio, le società si attrezzano, legalmente e tecnicamente, per contenere i rischi e limitare i danni.
Per acquistare un’arma in un paese civile (incredibilmente, anche in molti degli stati USA) occorre superare una lunga serie di ostacoli, tecnici e legali, e sottoporsi ad una serie di controlli e di verifiche. Anche solo per guidare un’auto, che certamente rappresenta un pericolo per i passanti, occorre seguire un corso, superare un esame, sottoporsi a visite periodiche ed attenersi alle regole del Codice della Strada.
Allora, per quale motivo si dovrebbe permettere alle aziende di immettere sul mercato una tecnologia che tutti riconoscono pericolosa senza che la collettività (cioè lo Stato) possa mettere in atto le necessarie misure di contenimento dei rischi, di limitazione dei danni e di controllo degli abusi?
Il Trusted Computing e le armi da fuoco sono solo due casi particolari di un tema filosofico molto più ampio, che coinvolge cose diverse come i farmaci e la bomba atomica. Non c’è niente di moralmente neutro in ciò che fa l’essere umano perchè l’essere umano non può agire in modo eticamente neutrale. E’ la sua natura sociale (e politica) a condannarlo a questo.